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Modena, in un pomeriggio di fine estate

E’ stato strano, io non ho mai avuto una grandissima stima per Pavarotti, lo devo ammettere. Onore al merito e al talento, questo senza dubbio, ma sul piano personale non l’ho mai valutato una persona meravigliosa. Bene o male, essendo concittadino, certe cose si sanno. E comunque, resta una vera bandiera di Modena nel mondo, questo a prescindere da qualsiasi opinione personale su di lui.
Sabato pomeriggio, ma già anche da venerdì, la mia città è stata al centro del mondo. Sono arrivate così tante autorità e persone di rilievo come non si era mai visto qui prima (o almeno, non da che io ricordi). E questo mi ha fatto piacere.
Come ho già avuto modo di dire, io amo molto Modena, anche se non sarà la città più divertente del mondo, ma io sono molto affezionata alla mia città, e vederla protagonista di un momento pressochè storico mi ha reso fiera.

Ho seguito le esequie da casa, non mi sono azzardata ad andare verso il centro perchè immaginavo fosse veramente "murato", però ho guardato la diretta su Raiuno. A parte la cerimonia molto religiosa (ma vabbè, son scelte), la funzione mi è molto piaciuta. Soprattutto mi è piaciuta l’immagine che è stata trasmessa al mondo di Modena, del suo Duomo, della sua piazza, e dei suoi cittadini. Le riprese all’interno del Duomo hanno reso pienamente giustizia alla sua bellezza e grandezza, e quelle all’esterno erano emozionanti, per la vista di piazza Grande e dei modenesi (e non) riuniti all’esterno in silenzio rispettoso, e un cielo blu intenso e una luce magica hanno fatto da splendida cornice al tutto.
Modena ha accolto questa onda anomala di celebrità in modo dignitoso, rispettoso e composto. I modenesi in fila per salutare il loro concittadino sono stati educati, quasi timidi nell’entrare da porta dei Principi ma risoluti nel voler prendere parte a questo addio collettivo e commosso. La città si è organizzata bene, dando il benvenuto a personaggi del calibro di Kofi Annan, Prodi, San Bono da Dublino, Carla Fracci, e molti molti altri con discrezione ed emozione.
Credo che la città abbia dato il meglio di sè in questa occasione così particolare, che ne sia stata pienamente all’altezza, e che si sia percepita la parte più bella e "vera" di Modena e dei suoi abitanti.
Se Pavarotti è e rimarrà sempre una bandiera di Modena nel mondo, Modena ha dimostrato di essere una degna patria per uno dei personaggi contemporanei più importanti a livello mondiale. E a mio modesto parere, lo scambio è equo.
 
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Categorie:Riflessioni
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