Archivio

Archive for the ‘Riflessioni’ Category

C’est la vie

19 dicembre 2009 4 commenti
Qualche tempo fa ho scritto un post sul nostro primo incontro, sull’amore che è sbocciato e tante belle cose che qualcuno poi si è anche commosso.
Io sono sempre stata così, ho sempre pensato che le cose avessero un significato, che se qualcosa succede è perchè c’è un motivo, un qualcosa di superiore (o inferiore) che dà senso alle cose. Il significato. Ci ho sempre creduto, o ci ho sempre sperato. Un colpo di fulmine, un momento della vita che poi in quello successivo non sei più la stessa persona…
Non esistono significati reconditi, impercettibili, profondi. Le cose succedono e basta.
Tutta questa grande favola, questa grande storia è finita, sei anni cancellati senza che abbiano lasciato un segno tangibile, forse dentro, nell’anima, ma nella pratica è finita con una banale telefonata. Sei anni di vita insieme, i sogni, le speranze, i progetti, i significati…  Tutto è finito come una banale storia d’amore che finisce, come tutti, e qualsiasi significato avesse è scomparso banalmente, il significato ha senso fino al minuto prima. Dopo non ce ne facciamo più di niente, tutta aria fritta.
Pensi che conosci una persona per un motivo, per un significato più alto, e poi tutto si riduce alla banalità.
Una persona che molti anni fa ho amato tanto, ma tanto, è finita in galera la settimana scorsa, e non so se e quando ne uscirà. Questa persona mi ha cambiato la vita, e adesso dov’è il significato? Qual’è il significato dell’amore per una persona potenzialmente meravigliosa ma che invece ha distrutto la sua vita, che non ha fatto altro per trent’anni, che ha segnato il punto di svolta della mia esistenza e nemmeno lo sa, che ora è in carcere e forse nemmeno a causa della cosa peggiore che ha fatto in vita sua?
Le cose capitano e basta. Quelle belle e quelle brutte.
Sta nevicando, e tanto. Prima sono uscita fuori a passeggiare sotto la neve. Veramente poi era una bufera, e non è stato facile passeggiare, quindi ho fatto un giro del parchetto qui di fianco, ho fatto qualche foto e sono rientrata. Nevica, e non c’è un gran significato. La neve è bella, è romantica, e sarebbe bello avere ancora qualcuno con cui accoccolarsi sul divano al calduccio mentre la neve fuori cade. Ma non è così, e le cose succedono così, vanno avanti, a volte si fermano, e poi tornano di nuovo ad andare avanti.
Questo post non ha un tono triste, capitemi, non sono triste. La mia vita sta andando avanti e in queste ultime settimane sta andando avanti pure troppo, a volte faccio fatica a starle dietro. E’ inutile cercare significati, caricare di senso le cose. Le cose succedono e basta, questa è la lezione che ho imparato quest’anno. La botta finale è stata sapere lui dietro alle sbarre per giunta in un’altra città. Un’altra cosa che è successa. Come tutte le altre.
Ecco perchè questo blog non ha più ragione di proseguire, il suo significato l’ha perso, è anche vero che sono ancora qui a scrivere, ma credo che l’epilogo sia doveroso.
Il significato. Mah. Ho davvero creduto che le cose dovessero sempre averne uno. Uno importante, superiore. Non riesco ancora bene a capacitarmi di come stiano le cose in realtà, ma mi sto abituando a questa idea. Le persone, le cose, i posti… vanno e vengono. Siamo fortunati se in determinati momenti abbiamo vicino qualcuno, ma in realtà, a parte il momento di per sè, non significa nulla. Anche la persona più importante del mondo il giorno dopo, il minuto dopo, potrebbe essere già svanita. Forse alla fine la fortuna è averle avute, le persone, le cose, i posti… anche solo per poco tempo. La fortuna di avere avuto i genitori, la famiglia, gli amici, gli amori… Tutto passa, e il significato perde qualsiasi importanza. Ogni giorno c’è un nuovo significato, qualcosa di nuovo, che arriva, passa e se ne va. Ecco quello che ho capito.
E alla fine della storia, alla fine di tutto, eccomi qui. Ci sono io. Io che sono rimasta qui, la stessa e neanche più la stessa, con la mia storia d’amore più importante finita in una bolla di sapone, con un altro amore mai completamente scordato ora detenuto a Bologna, con uno spasimante insistente ma alla fine innocuo, con il lavoro, il canile, le cene, un collega a cui voglio un bene dell’anima, sempre meno amici in giro, uno speed date molto rivelatore, tanti pensieri per la testa e qualche consapevolezza in più.
Ma ho voglia di vedere come sarà domani. Sembra assurdo ma mai come in questo periodo ho voglia di alzarmi la mattina per vedere quello che succederà.
E succeda quel che succeda, va bene così. C’est la vie.
 
Annunci
Categorie:Riflessioni

Ally’s Philosophy

– Ora le insegno un giochino che faccio sempre quando mi sento sola… Chiuda gli occhi.
– Oh ti prego…
– Coraggio, li chiuda.
– E va bene….
– Ok. Ora pensi a un uomo. Al suo uomo ideale. Pensi al giorno del matrimonio, al suo abito, al suo sorriso, alla notte passata in hotel…  E adesso faccia qualche versetto di commento.
– Mmmmhhh…..
– D’accordo. E adesso, consideri quell’uomo nella sua interezza, le sue abitudini… i suoi hobby…. i suoi amici… le cose che trova divertenti e quelle che ritiene importanti. Ora, pensi di dover dividere con lui tutti i giorni per il resto della sua vita.
– Ohhh no….
– Esatto. Apra gli occhi. Non solo desideriamo quello che non possiamo avere, ma desideriamo anche quello che non vogliamo.
– Tu credi?
– Sì! Siamo donne….
Categorie:Riflessioni

Domande esistenziali

27 ottobre 2009 1 commento

I funghi sono verdure?

Categorie:Riflessioni

Stai per arrivare…

E così, stai per arrivare.
Tra una settimana sarai qui in mezzo a noi, beh, veramente ci sei già, ma ancora vivi protetta e tranquilla dentro alla tua mamma, dove nessuno ti può disturbare o fare del male.
Tra poco lascerai quel posto e verrai qui con tutti noi, e allora cosa troverai ad aspettarti? Ci sono tante cose, tante persone, luci, colori, tanti suoni che non capirai, entrerai nel mondo, e la tua vita potrà avere inizio.
Non sei ancora nata, non hai ancora un nome, ma hai già un sacco di vestitini deliziosi che la tua mamma ha lavato e stirato e che aspettano te, avrai un lettino, una casa e tante persone che ti vorranno bene. Te ne vogliono già un sacco anche se ancora non ti conoscono, tu sei già per loro la cosa più importante anche se ancora non ti hanno presa tra le braccia.
Avrai dei giochi, conoscerai le risate e le lacrime, sentirai felicità, anche se non saprai che cos’è. Avrai male al pancino, e forse ti ammalerai, ma poi guarirai e intanto… crescerai. Ti piacerà questo mondo?
Purtroppo non hai scelta, e quello che troverai non sempre ti piacerà. Sarà dura, tra una settimana inizierà il tuo grande viaggio, durerà molto, e certe volte ti chiederai se ne vale la pena. Ci saranno persone vicino a te che faranno di tutto perchè tu decida che ne valga sempre la pena. Ce ne saranno altre che ti faranno soffrire, che non potrai sopportare, e intanto andrai avanti.
Ancora non ci sei ma sei presente nei pensieri di tutti. Già vivi, anche se da un’altra parte. Tra poco sarai qui con noi. A volte mi chiedo se non sia puramente egoista decidere di farti arrivare in questo mondo che probabilmente ha da dare poco più che sofferenze e dispiaceri. E’ triste pensare di non poterti offrire il meglio, che per quanto potrai essere amata e protetta presto incontrerai le difficoltà ed il dolore, e forse arriverai a chiederti persino il perchè di tutto questo.
Il perchè non lo so spiegare, ma so che è la vita. E’ la vita di tutti noi, e tra poco sarà anche la tua. Qui fuori ti stiamo tutti aspettando, tanta gente pronta a prenderti per mano e accompagnarti, fin dove possibile, in questo lungo cammino che sarà la tua vita. Sta per cominciare, e ti auguro che sia la migliore possibile, anche se non sarà perfetta, perchè il posto dove stai per arrivare non è perfetto per niente.
Buona vita piccolina, ti auguro tutta la gioia possibile, e che il tuo cammino sia pieno di belle sorprese.
Categorie:Riflessioni

Mantra

Questa sono io, il 3 gennaio 2003.

 Io voglio tornare a essere quella persona lì.

Categorie:Riflessioni

Pagare

Ho cancellato il post.
Non mi andava di averlo qui sotto il naso, quindi l’ho tolto.
Se l’avete letto, ve lo potete dimenticare, se non lo avete letto meglio così.
‘Notte.
Categorie:Riflessioni

Asciugavo un pavimento col phon

5 febbraio 2009 2 commenti

Wow. Incredibile come basti una parola…
La mia collega che dice "dovrò asciugare l’acqua per terra con il phon" e a me che viene in mente che una volta questa cosa io l’ho fatta davvero.
Ed è un attimo riaprire un mondo, e ricordare ogni cosa, e rendersi conto che le cose non ci lasciano mai completamente, ma dormono dentro di noi finchè qualcosa non le risveglia. Mi è preso un enorme groppo alla gola, e non so nemmeno il perchè. Forse perchè si sente quanto tempo è passato, quanti cambiamenti ci sono stati, come la vita ha girato su se stessa e non è più tornata quella che era stata… non lo so. Sembra una vita fa. Sembra la vita di qualcun altro.
Eppure quella piegata ad asciugare per terra con il phon ero proprio io, mentre qualcuno rideva con le lacrime agli occhi prendendomi per il culo, andando avanti per giorni con questa storia ridicola. Ecco, ero io. E non lo so come si esce da certi periodi della vita. Se le ferite dell’anima si potessero tradurre in ferite fisiche visibili, mi vedo come una persona sfigurata da una cicatrice che le attraversa il volto e arriva fino al torace. Uno squarcio che divide il corpo in due.
Per fortuna, non si vede. Io so che c’è, ma da fuori non si vede niente. Fatto sta che adesso c’ho addosso un po’ di malinconia e non so perchè.
In fondo, se adesso sono quella che sono, è anche (no, soprattutto) grazie a quella volta che ero per terra ad asciugare un pavimento con il phon.

Categorie:Riflessioni