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Archive for the ‘Viaggi’ Category

Amsterdam, vaga cronaca di un delirio perfetto

24 novembre 2008 5 commenti

Ok, come faccio a fare un post decente sulle 48 ore pazzoidi, magiche, divertenti, folli e grandiose appena trascorse?
Non so, ora ci provo. Allora, diciamo che il programma è stato rispettato perfettamente fino alle 7 e un quarto di sabato mattina, quando ci siamo imbarcati sull’aereo in perfetto orario e invece di decollare ci hanno detto che avremmo ritardato di 55 minuti causa maltempo.  Poi, un viaggio assurdo, lunghissimo e pieno di turbolenze che ci hanno fatto veramente paura e non solo… Teto a 15 secondi dall’atterraggio, quando il carrello stava per toccare il suolo olandese, non ce l’ha fatta più e ha "bagnato" il nostro arrivo e l’aereo, lasciando qualcosa da fare alle hostess che nonostante le avessimo chiamate ripetutamente non ci hanno cagato pari e ci hanno pure trattato male. Spero si siano divertiti a ripulire il tutto. Ma perchè EasyJet non tiene i sacchetti appositi nel sedile di fronte, come tutti? Bah.
Il secondo imprevisto è capitato appena scesi alla stazione centrale di Amsterdam, mentre ci siamo attardati un attimo a fumare la prima paglina olandese sui binari. Scena: Pito scruta Erre da capo a piedi. Erre: "Cosa c’è Pito?". "Erre dov’è il tuo zaino?" "Cazzooooo!"
Erre corre di nuovo sul treno, recupera lo zaino e noi restiamo senza parole sul binario mentre il treno riparte con sopra il nostro eroe. Al che penso, wow, siamo qui da 5 minuti e mi sono già persa il moroso. Fantastico. Dopo un’oretta è tornato, per fortuna, e nel frattempo noi tre rimasti siamo andati al centro informazioni turistiche a cercare da dormire. Tutto pieno. Anche lì, altro momento di panico, ad Amsterdam non c’era un buco per dormire che costasse meno di 80 euro a testa. Poi alla fine abbiamo trovato un appartamento in centro a 50 euro a persona, e quindi ci siamo presi quello.
Mentre aspettavamo il ritorno di Erre, siamo tornati alla stazione sotto alla prima bufera di neve dal weekend, e poi ci siamo diretti all’appartamento, mentre nel frattempo era tornato il sole.
Da lì, è potuto iniziare veramente il weekend che sognavamo. L’appartamento era al terzo piano di una casa in centro, super caratteristico, bellissimo, grande e pulito. Abbiamo appoggiato gli zaini e ci siamo lanciati per le strade, in primis alla ricerca di cibo!
Pranzo in un ristorante italiano che di italiano aveva solo i nomi scritti sul menu ma dove abbiamo mangiato benissimo, poi il resto del pomeriggio in giro per strade, negozi e coffeshop, passando da sole a neve ogni mezzora. Incredibile.
Poi alla sera dopo varie peripezie siamo arrivati al Paradiso dove c’era il famoso mitico concerto dei Mercury Comecazzosichiamano. Siamo arrivati sotto la solita bufera di neve e abbiamo dovuto aspettare fuori per fortuna al coperto una quarantina di minuti, minuti difficilissimi dove abbiamo rischiato seriamente l’assideramento. Poi finalmente dentro, e quando ci siamo guardati intorno dentro alla storica chiesa sconsacrata, ci siamo guardati e abbiamo sentito che ce l’avevamo fatta, che la nostra folle impresa era riuscita, e quello di cui abbiamo parlato da quella sera di fine agosto e che sembrava una pura e semplice pazzia era diventata realtà. C’eravamo.
Il concerto è stato super, ok, non amo alla follia i Mercury Rev, ma oggettivamente è stato uno show della madonna. Durante il concerto ho anche conosciuto una ragazza di Correggio che era appena arrivata ad Amseterdam per fare la ragazza alla pari, quindi si è aggregata a noi e le è anche toccato di assistere a una lezione di speleologia di base tenuta dal prof. Pistone, che dopo 12 birre era veramente in forma.
Il rientro ce lo siamo fatti in taxi, eravamo veramente troppo cotti, poi una cenetta veloce a base di toast in un pub vicino casa e poi collasso generale dopo le prime 24 ore di follia allo stato puro.
Domenica giornata di neve, neve e neve, che dopo una meravigliosa colazione a base di pancakes ci ha costretti a rinchiuderci in un coffeeshop (uh che tragedia……) fino a che non smettesse, peccato che non abbia mai smesso…
Dopo ci siamo fatti un po’ di shopping innevato e poi ci siamo mossi verso la stazione per tornare in aeroporto. Gli ultimi 300 metri per arrivare in stazione sono stati la ciliegina sulla torta del weekend, una bufera di neve che non ti faceva stare in piedi e non si potevano tenere gli occhi aperti.
L’attesa in aeroporto è passata tranquilla mangiucchiando, bevendo e fumando le ultime sigarettine olandesi e poi il rientro a Milano. Viaggio molto tranquillo al contrario dell’andata.
Pito ci ha poi scarrozzati di nuovo a Modena (stoico e indistruttibile!) e siamo approdati davanti alla Pitocasa alle 2 in punto. 48 ore esatte dalla partenza.
Questa la mera cronaca.
Ma questo weekend è stato molto di più, è stato delirio allo stato puro, un’impresa quasi storica. Siamo pronti a sfidare chiunque a fare altrettante cose in 48 ore. La maggior parte del merito della riuscita di questo viaggio va ovviamente alla compagnia. Tutto è stato perfetto ed è anche grazie alla sinergia che abbiamo creato, ognuno ha fatto la sua parte e tutto è stato come lo avevamo immaginato, anzi, meglio.
Alcune delle perle che rimarranno nella storia:
"Per calmarmi datemi della marijuana, oppure quella cosa che fa rima"
"Guarda, per me lui è un cretino"
"Comunque in questi giorni c’è stato un freddo ingiusto"
"Non confondiamo lo champagne con il caffè"
"Fammi il conto".
Poi non potremo mai dimenticare appunto l’exploit di Teto, la bardata di Pito e la sua insofferenza nel viaggio di andata (quello che sull’aereo gridava al pilota "Ziocàààn chi cazzo ti ha dato la patente!!!" era lui), Erre che rimane chiuso nel treno e se ne va in una scena simil Sliding Doors strappalacrime e io che continuo a ripetere "non ci posso credere", le scale allucinanti dell’appartamento, la neve che non era neve ma palline di ghiaccio che ti si infilavano in tasca e non si scioglievano, l’attacco di Parkinson di Pito che non ci faceva leggere la cartina, Teto che stramazza sul tapis roulant in aeroporto, il taglio di capelli di Erre per l’occasione… Insomma un milione di cose, un milione di emozioni e sensazioni diverse (il freddo soprattutto).
Di più non so cosa dire, nelle foto che sto per caricare ci sono molte di queste cose, ma non rendono al meglio l’idea, sono stata benissimo, siamo stati grandiosi, abbiamo organizzato il weekend perfetto, il delirio più assoluto. Grazie boys, siete stati grandi. Siamo stati davvero una squadra fortissimi!!!

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Una serata diversa

21 novembre 2008 4 commenti
Alla vigilia della partenza per Amsterdam, perchè non fare una bella capatina su al Nord per iniziare ad abituarci a un freddo nordico e pungente (e anche per ritirare il mixer che Erre e Dudu hanno comprato)?
Ed eccoci quindi a Rovereto questa sera, una bella cittadina alle porte di Trento, con un freddo porcellino e un centro storico bellissimo. E anche con una guida molto gentile e chiacchierona, il nostro nuovo amico Pietro (beh insomma amico… conoscente, và!), che ci ha scorrazzato per un giretto nel centro al gelo e poi ci ha anche offerto la cena. Una serata molto molto carina, decisamente inconsueta e con il sottofondo fisso del grande Rino che ci ha fatto compagnia nella nebbia dell’autostrada del Brennero. Peccato non aver portato la macchina fotografica, ma era già sotto carica pronta a dare il meglio nel nostro pazzo weekend che sta per iniziare… E’ tutto pronto, lo zaino è solo da chiudere e noi siamo carichi, in tutti i sensi, soprattutto di vestiti, perchè le previsioni meteo per il fine settimana olandese prevedono… neve!!!!
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Destinazione Paradiso – Il Programma!

14 novembre 2008 4 commenti

A una settimana dalla partenza di uno dei viaggi più deliranti della storia, io e i miei compagni di avventura ci siamo trovati da me per fare un po’ il punto della situazione e definire un po’ le strategie di attacco.
Come al solito non abbiamo concluso una fava, se non che tutti gli ostelli che ci interessavano non avevano più disponibilità di prenotazione online, quindi si è stabilito che la sistemazione per la notte la si troverà direttamente in loco.
Tutto è quindi pronto per la partenza, ed ecco qui la bozza del programma ufficiale della nostra due-giorni olandese.

Venerdì 21

Ore 21 circa: Ritrovo alla base operativa (la Pitocasa). Cena, film, spigozzo libero.

Sabato 22

Ore 2.30: Partenza dalla Pitocasa per Malpensa (mezzo di trasporto ufficiale dell’evento, la Pitomacchina. Che San Cherokee ci aiuti).
Ore 7.15: Partenza volo Milano-Amsterdam.
Ore 9.10: Arrivo a Amsterdam-Shiphol. Trasferimento dall’aereoporto al centro città con il treno navetta che passa ogni 20 minuti.
Ore 10 circa: Arrivo alla Stazione Centrale. Saltino al Centro Informazioni Turistiche per trovare un ostello. Trasferimento in ostello e deposito bagagli. Resto della giornata… Libero!!
Ore 19.30 circa: Apertura cancelli del Paradiso (ah ah).
Ore 21 forse: Inizio concerto dei Mercury Rev (sperando che duri il meno possibile).
Ore 23.30: Nottata in ostello (non ho mai dormito insieme a 3 uomini tutti in una volta A bocca aperta)

Domenica 23

Mattino, orario variabile: sveglia e colazione. Resto della giornata… Liberooo!!
Ore 18: Partenza dalla Stazione Centrale per Shiphol.
Ore 20.45: Partenza volo Amsterdam-Milano.
Ore 22.25: Arrivo a Malpensa. Recupero della Pitomacchina e ritorno a Modena.

Lunedì 24

Ferie collettive!!!!

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Neurosis @ Senigallia

Ieri, seconda trasferta marittima per concerto. Infatti sabato sera c’è stato lo storico concerto dei Neurosis al Mamamia di Senigallia.
Il viaggio è stato molto più rilassante di quello a Roseto il mese scorso, infatti siamo partiti sabato pomeriggio e tornati subito dopo il concerto, riuscendo a essere a casa per le 4 di domenica mattina nonostante il traffico. Il viaggetto è stato perfetto (che fa pure rima), a parte che in due siamo riusciti a quasi distruggere la macchina del suocero (che ci presta per i nostri spostamenti perchè è a metano), Erre ha pensato alla fiancata destra, mentre io mi sono occupata della friggitura della frizione…. ImbarazzatoImbarazzatoImbarazzato
Ovviamente abbiamo sorvolato su questi piccoli "imprevisti" con il proprietario, e suo padre tutto sommato è stato contento che comunque gli abbiamo riportato a casa la macchina.
Il concerto invece è stato super. Meraviglioso. Anche la location ha avuto la sua parte, il Mamamia estivo è veramente un bel posto, e c’era un’atmosfera particolare che ha reso ancora più bello tutto l’insieme. Loro bravissimi, concerto superlativo, veramente. Il momento topico è stato proprio all’entrata, quando senza quasi che me ne accorgessi, in un nanosecondo Erre è sparito, ed è riapparso addosso ad un tipo che non conoscevo, ma mi ha indicato di sbrigarmi e fargli una foto… Il tipo in questione era il suo mito Steve Von Till, chitarrista e voce dei Neurosis, che si è prestato, anche se inizialmente un po’ controvoglia, a fare lo scatto insieme a lui. Erre per un’oretta è stato come un bambino la notte di Natale prima di aprire i regali.

Erre & Steve Von Till


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Istantanee di una vacanza

Io lo sapevo che mi sarebbe piaciuta, la Sicilia.
Ma davvero, non potevo immaginare che mi sarebbe piaciuta
così. Scrivere questo post non è facile, infatti sono tornata sabato sera e solo adesso ci provo. E’ difficile condensare in qualche riga quella che è stata una settimana da sogno, una parentesi fuori dal mondo in cui ogni giorno sono successe mille piccole cose incredibili e indimenticabili. Dalla partenza all’arrivo è stato un continuo di emozioni, di sensazioni, di colori, di risate, di episodi… E la cosa ancora più bella è che l’ho condivisa con la persona che amo sopra ogni altra cosa. Una vacanza perfetta, sotto ogni punto di vista.
E’ un insieme di tante istantanee… Iniziate già in aeroporto a Bologna con lo zaino di Erre che ha preso un altro aereo, e i sigg. Bruzzi e Pignatti attesi urgentemente al gate 5, la tipa dell’aeroporto di Palermo che poveretta, non era neanche colpa sua, l’addetto gentilissimo al banco Avis che ci offre bottiglie d’acqua fresca, la Micra cabrio (BatMobile) vettura ufficiale Sicilia ’08, il primo panorama siciliano dall’autostrada, il nostro residence, la mitica signora Anna e le sue lotte infinite per lo stallo, il cretino dietro di noi che non capiva, il couscous, la prima indimenticabile cena savitese, le coste vicine a S. Vito, la spiaggia bollente con i giaroni, la neonata fritta (ommioddio che meravigliaaaa!!), il Damaschino, le colazioni sul mare con granita ai gelsi e briochina, i cannoli, lo sfincione e il caldofreddo, il tipo resident del bar che si abbioccava di continuo, il nostro idolo che si è mangiato 5 ostriche, due primi, due secondi mentre la sua fidanzata andava avanti a limone e zucchero, il giro in motonave, lo Zingaro (mai in ciabatte, mi raccomando), Scopello e i faraglioni, la torre dell’mpiso, i bagni in alto mare, Trapani, Erice e l’incendio enorme sulla montagna, la mummia dell’Uzzo che chissà dov’è (no, si sa: è all’università di Palermo!), le busiate, Palermo e i suoi parcheggiatori, la ragazza del Resin’Art di Palermo che era… un po’ strana, il liscio in piazza (ebbene sì, anche in Sicilia),  il vento in spiaggia, Er Trivella (ahahahahah!!) e Continuavano a chiamarlo Er Trivella, Purgatorio, Castelluzzo e i suoi “benzinai”, il monte Cofano… E poi, tutte le persone. Tutti quelli che abbiamo conosciuto o solo incrociato. Ognuno di loro ci ha regalato qualcosa da portarci nel cuore per sempre.
E, dulcis in fundo, Il Delfino. Mario, Franco, Michele, Rosalia, Vincenzo, Gesualdo e mr. “Casa Modena”.
Il Delfino è non è stato solo un posto dove mangiare per noi, è stato molto di più. Un posto dove consigliamo a tutti, se passaste da San Vito Lo Capo, di fermarsi a cena per una sera. E’ stato l’incontro con gli aspetti più belli della Sicilia: il suo cibo divino e la sua gente incantevole. Al Delfino abbiamo passato le serate più divertenti e alcoliche della vacanza, e sinceramente, non solo della vacanza!
Quanto sto dimenticando in questo post! Quanto non rende giustizia a quello che è stata questa settimana…! Ci manca, ci manca moltissimo, e un pezzettino di cuore lo abbiamo lasciato là. Appena possibile metterò anche un po’ di foto, ma prima le selezionerò un po’ (sono più di 270…), e forse aiuteranno a dare un’idea del posto meraviglioso in cui siamo stati.
A presto Sicilia, spero davvero a prestissimo!!

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Partenza!

E’ quasi tutto pronto, domattina si parte!
Il blog naturalmente chiude i battenti per una settimana, la sottoscritta per i prossimi 7 giorni sarà in va-can-za, e non ci sarà più o meno per nessuno!
Se mi cercate, sarò sulla spiaggia di San Vito Lo Capo, per la precisione sarò….

Buona estate a tutti, e buone vacanze… a chi ci va!!

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Soundlabs Adventure

Anch’io anch’io!! Ho letto tanti blogghi che hanno fatto la recensione del weekend… Ehhh, la voglio fare anch’io! Anch’io sono stata via, aleee! (E intanto salta sulla sedia battendo le mani sul tavolo)
Ok, torniamo seri. Anche io ho avuto un weekend faticoso e avventuroso (beh insomma), però è stato bellissimo e mi sono divertita un sacco.
Io e la dolce metà siamo partiti alle 3.30 di sabato mattina per andare al Soundlabs Festival, a Roseto degli Abruzzi. Che come ha detto mio nonno "E’ lontano. E’ anche più lontano di Fano". Ehm, sì Gigetto, gli ho detto, ci sono di mezzo le Marche e un po’ di Abruzzo. E’ certamente più lontano. E’ che per loro ormai Fano è l’unita di misura ufficiale della lontananza, se vai a Gabicce è vicino (più vicino di Fano), mentre Roseto è chiaramente lontano. Da Modena è circa un Fano e mezzo.
Vabbè, dicevo, siamo partiti così presto per evitare il traffico, sacrificando il sonno che si è ridotto a 3 orette prima della partenza. Niente Red Bull (so che ve lo stavate chiedendo), ma solo tanti, tanti, tanti caffè. Non so, dopo il quinto ho perso il conto.
Ce la siamo presi con mooolta calma, e siamo arrivati al luogo del concerto alle 8.30. Visto dov’era, ce ne siamo andati a fare un giretto per lungomare e paese (molto bello devo dire, tanto verde e un mare splendido!), poi passeggiata conclusa con una bella granita alla menta in un barettino del centro. Visto che era ancora prestino per il pranzo, con la scusa di cercare un bancomat e fare metano siamo andati a farci un giretto nei paesi vicini, nella fattispecie Pineto e Silvi Marina.
(Promemoria x me: chiedere a mamma e papà perchè di tutti i posti carini che ci sono lì in giro, noi siamo andati in vacanza proprio a Silvi Marina, che è di una tristezza imbarazzante. Allora ero troppo piccola per capire, ma adesso no: urgono spiegazioni.)
Verso ora di pranzo, abbiamo pensato bene di seguire cartelli di agriturismi che ci hanno fatto perdere sulle colline abruzzesi, ma secondo me ne è valsa la pena: non penso di avere mai visto un panorama tanto bello e rilassante, le colline verdissime, alcuni campi gialli con i ballini di fieno (quadrati, sennò ruzzolano) e il mare come sfondo, un mare mica come il nostro, un mare azzurrissimo e lucente…. Una poesia… Però gli agriturismi erano tutti chiusi.
Abbiamo trovato un posticino carino carino a Pineto, e ci siamo fatti un bel pranzetto di pesce. Poi, abbiamo dovuto affrontare il tipico problema dopo-pasto-e-ho-dormito-solo-3-ore: il pisolino. Per fortuna ci è venuto in mente di tornare al campo sportivo dove c’era il concerto, perchè c’era anche un piccolo parco dove siamo riusciti ad accamparci all’ombra (e non ci è caduta neanche una pigna in testa) e dove abbiamo spigozzato un paio d’orette.
Per il concerto avrebbero dovuto aprire i cancelli alle 19, cosa che invece è successa verso le 20.15. In più, siamo stati tutti perquisiti da capo a piedi. Veramente una cosa scandalosa. A me mi hanno fatto andare dalla poliziotta che mi ha tutta palpata e poi mi ha ravanato nella borsa imprecando perchè dentro c’avevo il mondo. Chemminchia vuoi, mica te l’ho chiesto di frugare tra le mie cose. Naturalmente siamo entrati che il primo gruppo stava già suonando. Peter Kernel, molto bravi, dalla Svizzera, poi Enon, trio carichissimo veramente ottimo, poi Offlaga e infine i grandiosi Mogwai. Che concerto. Mamma mia. Da brividi.
Hanno suonato più di un’ora e mezza, e quando hanno finito era l’1.40. Io e Erre ci siamo guardati e abbiamo deciso che eravamo in forma, o perlomeno abbastanza da affrontare il rientro. Naturalmente eravamo più che attrezzati per la ronfatona nella Multipla, ma avevamo veramente voglia di letto, e come si dice… abbiamo fatto 30, facciamo 31… Siamo partiti verso le 2, altra imbottita di caffè e poi via per l’autostrada deserta (ai confini del mare trallala….). Erre ha tenuto botta per una mezzoretta, poi mi ha ceduto il timone. Devo dire che non è micca micca stato semplice.
Mi era venuta voglia di fermarmi per un altro caffè (il centocinquantesimo probabilmente) ma mi sono detta "NO, bisogna andare", mi sono drogata di Vigorsol Air Action e via. Non come lo scoiattolino, ma come Jean Alesi sul bagnato (e a buon intenditor…..), ormai era una questione di principio, dovevo arrivare a casa. Fanculo i lampi e le saette a Rimini, fanculo la pioggia torrenziale a Imola. Alle 5.30 albeggiava e si passava Bologna. Erre si è risvegliato dal coma che lo aveva colpito un’ora e mezza prima e a quel punto ho solennemente sentenziato "Per le 6 siamo a casa".
6.02 davanti casa mia. Ci salutiamo fugacemente e io mi butto direttamente sotto la doccia. Sensazione rasente la morte. Ore 7.00… finalmente nanna!!

Dopodichè ho dormito fino le 17, mi sono alzata, mi sono fatta un’altra doccia, qualcosa da mangiare e alle 23.15 ero di nuovo a letto.
Mi viene il sospetto che l’età faccia brutti scherzi, ho l’impressione che i tempi di recupero siano orribilmente aumentati rispetto anche a quando per il lavoro notturno a volte non dormivo per 30 ore filate (anche se il record è 42 ore senza un minuto di sonno). Però ne è valsa la pena, assolutamente. Il 23 agosto si replicherà la sfacchinata per lo storico concerto dei Neurosis. Stesso copione, stessi orari. Unica differenza, il concerto è a Senigallia. Che è lontano ma meno, poco più di un Fano da qui.

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